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Domani letteratura americana, domattina semplicemente l'esame probabilmente più bello difficile importante degli ultimi tre anni -della mia vita? sì, può darsi. E il raffreddore che mi mette KO, grazie clima inglese fottuto che piazza un mini-autunno dopo un'estate inaspettata. Mal di testa. Vado avanti a manciate di aspirine e iniezioni di self-confidence.
C'è ogni tanto nella testa la voce di un vecchio demone socratico, che parla come un vecchio nero dondolante che c'è passato molto, molto prima di te, man, e sa dirti come comportarti, e a volte lo segui e balli secondo quello che ti dice col tuo cappello giustamente inclinato di lato, the right way, the hip way, the even hippier way, a volte improvvisi da te passi di danza gioiosi e disperati al tempo stesso, un po' folli, ma nel modo giusto.
Oh, yesss.
"Hai la voce strana, stanca, e sono giorni che non hai tempo per la webcam, tutto bene?" Sì, ma', bene bene benone, grazie per la telefonata baci ciao.
I personaggi dei telefilm americani, che si trovano in segreteria decine di messaggi dei genitori prima di parlarci con un tono affettuoso ma decisamente imbarazzato.
Essere adulto significa saper ballare a tempo, finalmente, nè troppo veloce nè troppo lento. Ballare, che questo il pubblico vuole. Tiptap. Tip-tip-tap.
Dire cose che magari sono uguali a quelle che dicevi due, tre, quattro anni fa, ma ora suonano meno irrealistiche. Progetti che non suonano più così folli. Portarti sulle spalle quello che devi, saper scommettere e far scommettere su di te. Sapere che le cose hanno un senso, trovarlo e lucidarlo all'infinito fino a farlo splendere. Essere risata spiazzante e sussurro tranquillizzante al tempo stesso, essere te, al meglio, per il meglio.
Clap clap clap.
Scritto da JonLivingstone
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Fatto sta che la Marti (fa così schifosamente nordista, l'articolo davanti al nome proprio femminile) mi ha passato questa catena. Sei cose che ti piace fare. Ok, posso farlo. Sei.
Mumble mumble.
1) In primis, leggere ed ascoltare musica. Essendo cose che giudico complementari e necessarie e che dominano la mia esistenza, le metto insieme al primissimo posto. Chi mi conosce sa che ho sempre un libro sul comodino e che tiro fuori il lettore mp3 anche per il tragitto casa mia-mensa (distanza approssimativa mt.20)
2) Amo profondamente camminare. Non che sia uno sportivo, anzi. Anzi, però se devo andare in un posto preferisco sempre andarci a piedi. Dà tempo per pensare, restare soli con sè stessi, guardarsi attorno di tanto in tanto e stupirti dei posti dove vivi. E poi vuoi mettere, combinato con la dipendenza da mp3, il brivido di attraversare strade (magari strade inglesi, con le macchine che arrivano dalla parte sbagliata) senza sentire il rumore dei motori in avvicinamento? Altro che corsi di sopravvivenza.
3) Cazzeggiare in internet. Specialmente per blog vari, youtube o perfino wikipedia. Le me giornate sarebbero molto meglio organizzate se non avessi internet, ma anche molto meno...uhm..informate.
4) Le serate a casa di qualcuno con gli amici di sempre, senza bisogno di qualcosa di figo da fare per sentirsi a casa, perchè con gli amici non hai mai bisogno di fare il figo, nè di essere qualcuno di diverso da quello che sei, e puoi tornare anche quello sfigato quindicenne che eri, perchè spesso chi sta con te lo è stato anche lui, in quella stessa fila di quella stessa classe.
5) Comprare. Non voglio chiamarlo shopping, perchè, senza offesa, preferisco restare etero (questione di gusti, per carità, nessuna discriminazione). Però veramente mi piace girare per negozi di dischi o di vestiti, tirando fuori la carta di credito con quel gusto colpevole.
6) Rompere questo tipo di catene. Infatti, non la passo a nessuno. Ah-ah.
Scritto da JonLivingstone
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Ricordare, dunque. Maledette improvvisazioni. Poi finisce che uno, quando non ha più sott'occhio il foglio in cui l'ha scritto...Com'era che iniziava? Ah, già.
Il caos è la riposta del nostro cervello al mondo, durante i cambi di stagione. Specialmente durante una primavera inglese che... Una primavera inglese che? Com'è che andava avanti? Vado a braccio? Una primavera inglese fatta di cieli grigi e fiori che sono sbocciati lo stesso, non potevano fare a meno di sbocciare, anche se ti chiedi che cosa sbocciano a fare, in Inghilterra. Questa primavera che non sai quando finirà, perchè non sai neanche se si è decisa a iniziare. Ed allora, naturalmente...Ed allora è il caos, perchè anche tu confondi la fine con l'inizio. Forse manca qualcosa, forse qualcosa non c'era. So cosa manca, per necessità, da qua: un libro di tragedie shakespeariane, un disegnino di ordinatissimi quadrettini a matita rovinato da linee casuali, un pomeriggio ventoso col sole dietro le nuvole ed un parco universitario con qualche tomba e qualche albero pseudosecolare.
Scritto da JonLivingstone
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Sì, scusate, non so quanto aggiornerò prossimamente, sì, scusate, giusto il tempo di mettere su un saggio veramente spaccaculo sul Vietnam e quel geniaccio sconosciuto di Tim O'Brien, e di viaggiare e fare il più possibile per fare incontrare le ombre della mia immagine e di me stesso mentre cammino, qui, adesso, finchè sono qui, e adesso.
(Ah, e stasera almeno a sentire i ¡Forward, Russia!, spero che non mi venga un altro attacco di indie-delusione, non sarebbe la prima volta qua in UK)
Scritto da JonLivingstone
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-Bella giornata, no? E' primavera, il sole splende alto nel cielo e gli uccellini cinguettano.
-Sei nel Nord Inghilterra, ricordatelo. Probabilmente stanno cinguettando perchè si sono già fatti le prime tre o quattro pinte della giornata.
Scritto da JonLivingstone
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L'Otley Run prende il nome dalla cittadina di Otley, e dall'Otley Road che la collega a Leeds. L'Otley Run è una fra le più antiche e tradizionali -solo gli inglesi possono avere tradizioni così, gli studenti inglesi soprattutto- "pub crawls" studentesche.
E' una roba di farsi, di corsa ma non esattamente in linea retta nè fermi sulle proprie gambe, un numero variabile fra credo diciannove e ventisette pub, dal Woodies Ale House al Dry Dock, prendendo una pinta da ognuno. Presentandosi vestiti da idioti secondo un tema, tra l'altro. Tanto gli inglesi, durante il weekend, puoi presentarti anche nudo al bancone e nessuno ci farà caso.
E' una roba di colori sgargianti, freddo nelle strade buie, make-up pesante che cola, sudore e retrogusto di ale amara in bocca, monete raccolte dal fondo del portafogli, ragazze barcollanti, drinking songs in varie lingue.
L'Otley Run è qualcosa che non puoi non fare, se ti capita di studiare a Leeds.
Anche se da bambino, come il sottoscritto, hai sempre detestato il carnevale. Poi a qualcuno viene un'idea geniale per onorare il tema che era "disney cartoons" e ti presenti in gruppo come Banda Bassotti (avevamo anche trovato come si dice in inglese -nome del cacchio, tra l'altro-, Beagle Boys), e sei il gruppo più figo della serata però gli inglesi non sanno un cazzo della vita e continuano a chiederti, in ogni pub, "what are you meant to be?"
E non so se qualcuno se ne sia mai fatte tutte, quelle venti e passa pinte. Io so che il mio organismo è contento di sette. Cioè,il mio fegato non tanto, ma almeno son riuscito ad infilare la chiave nella porta, rientrando a casa. Son soddisfazioni.
Scritto da JonLivingstone
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Posso dire di rappresentare il sentimento popolare di buona parte del mio paese se dico... ?
Sono giorni di delusioni e difficoltà civili, politiche, personali accademiche e semi-professionali. Giuro che ancora, per il momento, tengo botta. Amen.
Scritto da JonLivingstone
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Oh mia patria sì bella e fottuta.
Ecco, adesso io avrei anche un minimo diritto di sentirmi come un patriota in esilio. No, non l'avrei. Non sono dovuto andare all'estero per le mie idee politiche (non ho mai condotto un programma satirico su LA7 nè uno d'informazione su RAI2, quindi nessuno mi ha potuto mai tappare la bocca). Sono qui per studiare, per mia convinta e gioiosa scelta. Se oggi non posso unirmi alle operazioni di voto (ehi- linguaggio tecnico!) è solo perchè ricercatori e studenti che si trovano temporaneamente all'estero non possono votare -i militari sì, tra l'altro, che culo- come mi ha fatto notare il consolato di Manchester. Mal comune mezzo gaudio: un paio di mesi fa gli spagnoli di qui si lamentavano per lo stesso motivo, ma loro almeno avevano uno Zapatero da votare.
Adesso, considerata la quantità di italiani qui a Leeds, mi verrebbe quasi da pensare che quel 4% di affluenza in meno sia disperso fra Hyde Park, Headingley, St.Mark's Road ed il campus universitario, ma non è così.
Ecco, non sono un politologo, quindi non cercherò di fare un discorso coerente ed affidabile. Se volete un parere serio chiedetelo a Ilvo Diamanti, che qualcosa lo pagheranno anche a fare da queste parti, oppure ancora meglio al suo capo, che è uno di quegli uomini che quando se ne andranno,veramente, il peso specifico delle idee della penisola intera calerà di qualche milione di tonnellate.
Ma. Una cosa l'ho notata, da osservatore metà esterno e metà interno. Dunque. La prenderò alla larga. Noi siamo l'unico paese che ha avuto un partito che si chiamasse "Qualunquista" , concetto che, vi assicuro, non è facile da tradurre agli inglesi, figuriamoci spiegarglielo. "Tutti uguali" è sempre, troppo spesso, stato il giudizio degli italiani sui nostri politici. Cosa che faceva sì che spesso quelli "più uguali degli altri" vincessero le elezioni e facessero le loro marachelle con animo candido ed appoggio popolare.
Ma, si sa, gli italiani, specialmente i più giovani ed i più vecchi hanno sacche di disnformazione gigantesche al loro interno, basta farsi un giro tra mercati o sale d'aspetto dei medici o aule di liceo. Malattie nazionali. Quello che invece mi spaventa di queste elezioni è che la tentazione di dire "tutti uguali" sia venuta anche a noi, a quelli...possiamo dire "più colti"? (ehi, guarda che sto includendo anche te, che leggi, voglio dire chiunque sappia usare internet non solo per i porno, chiunque sappia che non tutti i giornali sono stampati in carta rosa ed abbia un'idea delle brutte cosine che sono successe in Italia fra il '22 ed il '45 e purtroppo anche dopo)
Insomma, non ditemi che anche voi non avete avuto un moto di rigurgito di fronte all'ennesima rappresentazione del teatrino della politica, con gli stessi vecchi attori. Con l'improponibile riproposizione del circo di nani e forzuti azzurro vestiti da una parte, e dall'altra un uomo volenteroso e moderno che gioca a fare l'Obama pur non avendo dietro dei veri democrats ma una serie di vecchie nomenklature sedimentate ed incastrate tipo tetris in modo che nessuno sia scontentato. Attorno, orfani degli schieramenti che continuavano a legittimarli, la schiera tutta italiana dei "post-più-trattino": post-comunisti, post-democristiani, post-fascisti.
Uno dove dovrebbe scegliere, ora? Essere qua salva me, ma non molti miei amici e conoscenti, dalla vergogna civile della scheda bianca. Uno, cosa può fare per impedire lo scollamento della gente, e soprattutto dei giovani -sì, i giovani non sono solo personaggi di "Lucignolo" di Italia1, vi assicuro che esistono realmente- dalla politica?
Io so solo che sono stanco e percepisco stanchezza attorno a me. Uno a vent'anni o poco più non dovrebbe essere stanco, dovrebbe essere al massimo stufo, che è ben diverso. Chi è stufo lotta per cambiare, chi è stanco tende ad arrendersi. Forse. Forza, gente*. Forse possiamo incazzarci. Ce la possiamo fare. Anche se ora siamo (siete, cazzo) costretti a scegliere il meno peggio.
Ed io, sappiatelo, non vi invidio.
*Qui stavo per scrivere "Forza, Italia". Maledetto colui che ci ha privato del copyright sulla nostra patria. Avevo pensato di usare la stessa soluzione adottata da Paolo Rossi ai mondiali del '94 e scrivere "Forza, nazione che stai sotto la Svizzera",ma non avrebbe avuto grande impatto, credo.
Scritto da JonLivingstone
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Livingstone, ti odio. Firmato, Jon.
Questi sono tempi difficili, eroici, elettrici. Qualche considerazione sul mondo che verrà. Sul ritratto dell'artista non più così giovane. Rileggendo quello che ho scritto tutto questo tempo, non riesco a credere di aver dato un senso ad una persona così noiosa. E di non essere riuscito a cogliere quanto interessante avrei potuto essere, per un distratto spettatore del futuro.
Solo i mediocri muoiono per qualcuno. I grandi vivono per qualcuno. E solo i veri vigliacchi non si siedono a parlare con la gente che, dall'altra parte del mondo, cammina a testa in giù.
Ho preso troppi mulini a vento in faccia per mancare di cicatrici visibili. Il gioco più antico e divertente che esista. Ma questo non è un sogno romantico, è la realtà, in technicolor ad alta definizione. La primavera dell'anima e del corpo, liofilizzata, da consumarsi preferibilmente entro.
La mia prossima personalità verrà democraticamente eletta seguendo le votazioni di tutti gli attori che hanno impersonato Andrea C. in questi ventun anni di vita. E' severamente vietato votare due volte, scrivere insulti sulla scheda elettorale e dar retta a redentori, fondatori di religioni, imbonitori televisivi, anime belle tardoromantiche, moralisti, decadentisti della domenica e venditori di auto usate.
Un giorno, mentre continuavo a scrivere l'inno alle mie insicurezze, ho deciso che avrei dedicato la mia vita ad essere un altro. Lo seguivo di nascosto quest'altro, appollaiato sulla spalla del suo gessato grigio da trenta euro ed appuntandomi a memoria tutti i trucchi per far piangere le donne nel modo giusto.
Ma voglio veramente essere un altro? Voglio solo essere un me stesso migliore. Ho già buone basi: so stare dritto sulle spalle, schioccare le dita a ritmo ed elencare a memoria tutti i cattivi maestri di mille generazioni.
E so che ci sono partenze che non hanno ritorno, testamenti da scrivere a vent'anni per aprirli a centoventi.
Livingstone est mort, vive Livingstone.
Scritto da JonLivingstone
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In via di recupero e reindirizzamento dopo una settimana fatta di notti brevi e ubriache, giornate di lungo cammino oppure gran fancazzismo. Ora che sul pavimento della mia camera si può camminare perchè nessuno ci dorme più, e che aspetto che i vestiti escano da una lavanderia rimandata troppo a lungo, mi viene da pensare a come è strano unire per qualche giorno due parti della tua vita si uniscano. E' un po' come confrontare due foto di te e cercare le sedici picole differenze, quelle che in fondo rendono la vita interessante.
E poi pensavo a quanto suona in fondo strano essere amici da otto anni, ricordare quando si era tre sfigati quattordicenni dell'ultimo banco, ricordartelo quando ti fai foto insieme dall'altra parte d'Europa.
Ed è strano sentirsi così legati a qualcosa e volertene comunque stare a mezza Europa di distanza.
Scritto da JonLivingstone
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eccomi
Un ragazzo di vent'anni (23/12/1986). Magro, quasi alto. Un cespuglio di capelli ricci mal pettinati, occhiali, barba volutamente incolta. Un plettro viola al collo come talismano imperfetto, un paio di jeans e delle adidas come divisa standard. Un maglione a collo alto d'inverno, una t-shirt con i suoi eroi d'estate. Cerca di apparire nell'ordine come un poeta, una rockstar, un rivoluzionario, un bohemièn. A volte ci riesce,a volte no. Nel frattempo è sopravvissuto sia a cinque anni di liceo classico vissuti in modo amorfo e prevedibile, sia a due anni d'università vissuti in un modo che è stato devastante per il suo equilibrio posichico. Studia (lingue e letterature straniere, chè alla fin fine è la letteratura che gli piace e quella che gli piace è quasi tutta yankee), legge tonnellate di libri, suona il basso anche se al momento (momento? mesi!) è in cerca di gruppo, scrive roba inutile, si innamora di quasi ogni ragazza che incontra, esce con gli amici e spesso beve e torna a casa cantando le parole di qualche canzone scritta da un tizio al momento morto. Adesso, per tutto l'anno accademico, è in trasferta erasmus a Leeds, Yorkshire. Cosa accadrà al nostro eroe in terra anglosassone? Piacerebbe veramente saperlo anche a me...
io amo..
suonare, scrivere, chiacchierare ubriachezze filosofiche il sabato sera, la cioccolata, leggere, studiare, le ragazze con il senso dell'umorismo, ca°°eggiare in internet, le persone che non dicono mai un luogo comune,essere fuori moda
io odio..
razzismo. fascismo. moralismo. la musica commerciale. fighetteria varia
Gente che quando scrive riesce a cavarti fuori emozioni
J.Kerouac, A. Baricco, I.Calvino, J.Fante, D. Pennac, G.Garcìa Marquez, M. Và zquez Montalbà n, J. Conrad, E.L. Masters, D.Eggers, C.Palahniuk, P.P. Pasolini, J.Amado, B.Easton Ellis, D.De Lillo,U. Eco, B. Yoshimoto, G.Orwell, J.Conrad, L. Sepùlveda, J.Franzen, O.Wilde, F. Scott Fitzgerald, W. Blake, E. Brizzi, R.Tagore, H.Murakami, C.Bukovski, S.Benni, E. Vittorini, D.Thomas, C. Pavese,J.Gaarder, I.Allende, S. Vassalli, J.Steinbeck, N.Hornby e...beh, guardate il mio account su ANobii, no?
.....e gente che lo fa quando suona
Red Hot Chili Peppers, Santana, Jeff Buckley, Blur, The Clash, Rancid, Franz Ferdinand, The Doors, The Warlocks, Jeff Buckley, CCCP, Jamie Cullum, P.F.M., Cocteau Twins, Police, Vinicio Capossela, Jimi Hendrix, Rolling Stones, C.S.I., Green Day, Pearl Jam, Sting, Black Rebel Motorcycle Club, Tom Waits, Pat Metheny, David Bowie, Jaco, My Bloody Valentine, Manu Chao, Pixies, Iron Maiden, Emerson Lake & Palmer, Weather Report, Soundgarden, Television, The Who, Smashing Pumpkins, Metallica, Tool, Bloc Party, Bob Dylan, Yeah Yeah Yeahs, Velvet Underground, System Of A Down, Ramones, Wilco, Queens of the Stone Age, Sonic Youth, Modena City Ramblers, Led Zeppelin, Bob Dylan, F.De Gregori, Marlene Kuntz, F.De Andrè, Jethro Tull, Pink Floyd, Herbie Hancock, A Perfect Circle, Saturnino, The Smiths, Dredg, Joe Strummer & the Mescaleros, Incubus, Pavement, The Strokes, R.E.M., Muse, Interpol, Violent Femmes, Audioslave,Rage Against The Machine, Nick Cave and the Bad Seeds, NirvanaWishlist utopistica
Capire qualcosa del Futuro prima di uscirne fuori rattoppato. Inoltre aspetto l'amore della mia vita, un disco di rock veramente epocale, e tanto per gradire un mondo di pace e giustizia. Poi, per non rimanere deluso proprio del tutto, aspetto anche l'autobus.
ipse dixit
"Mi feci strada fra la folla: minatori dei quartieri bassi che si avviavano alla partita di calcio, campagnoli venuti a fare spese, gente che ammirava le vetrine dei negozi; uomini laceri e silenziosi, fermi sulle cantonate sotto la pioggia, isolati fra la folla, la calca delle madri che spingevano carrozzelle, delle vecchie vestite di nero con spille sul seno e cesti di vimini al braccio, ragazze eleganti con impermeabili lucenti e calze inzaccherate; marinai indiani piccoli, aggraziati, atteriti dal cattivo tempo; uomini d'affari con le ghette bagnate; attraverso una foresta di ombrelli che parevano funghi, meditando tutto il tempo sulle notizie di cronaca che non avrei mai scritto. E, rivolgendomi alla folla, pensavo: prima o poi vi metterò tutti quanti in un racconto" (da "Ritratto dell'artista da cucciolo" di D. Thomas)
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